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Pistoia Abetone – diario di una… ascesa!

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    A parte il racconto personale mio di oggi sulla gara, qui mentre stramazzo di sonno, per chi già maratoneta non l’ha mai fatta deve almeno una volta nella vita sfidarla. Colei che quest’anno era il sogno lungo 40 anni, colei che ti accoglie nella bocca della bestia, ovvero la Pistoia – Abetone, terribile ultra-maratona di 50km. Una leggenda , non è una semplice gara ma una lotta contro se stessi e gli elementi della natura in particolare la salita. 31km per l’esattezza ma a dire il vero quei primi 5 km considerati piani in verità salgono e così è tutta una sfida. Ma la sfida non sono solo i 50km ma anche la logistica perché arrivare sull’Abetone, un posto a 1400mt slm e in culo al mondo non è facile. Anzi è più stressante la parte logistica che la gara a dir il vero. Allora faccio un piccolo escursus. Ci sono 4 possibilità: 1 prevede l’agnello sacrificale tipo venerdì di Pasqua ovvero portarsi un autista che deve scontare almeno 2 anni di lavori forzati e per espiare le colpe lo portate a Pistoia e poi lo mandate a prendervi in cima. SI farà 2 maroni enormi ed vi odierà ma voi avrete la vita semplificata. Le altre 3 si applicano con le proprie forze e ce ne vogliono.

     

    1. Andate a Pistoia il giorno prima o il  giorno stesso se vi volete male (la corsa parte alle 7.30) poi fate la gara e come la maggior parte belli beati prendete il pullman gratis che ogni 40min vi riporta giù. Però… primo sale anche chi non ha fatto la doccia (e non si è dato il deodorante), secondo sarà un caldo boia, terzo ci vogliono quasi 2 ore considerando che fa la stessa strada del percorso per cui arriverete a Pistoia incazzati e più disintegrati che dai 50 km. Per me non praticabile. Fate vobis.

    2. Andate a dormire all’Abetone (c’è un ostello a 1km dalla vetta economico) la mattina lasciate l’auto e prendete il pullman che vi porta alla partenza così poi avrete all’arrivo la vostra auto e potrete scendere sul versante di Modena senza podisti in mezzo. Problema, il pullman è alle 5 per cui dovete svegliarvi alle 4 comunque e anche se fatto prima col fresco il tragitto di 1h30 è abbastanza massacrante e arrivati a PT sarete come la pallina del Flipper. Fattibile, provato nel 2013

    3. Andate il Sabato all’Abetone, lasciate la macchina e venite giù col pullman di linea. Dormite a PT, La mattina vi alzate con relativa calma (5-5.30) fate la vostra gara e alla fine ve andate con comodo sempre versante Modena che sono arrivare a Forlì circa 200km e circa 2h30 di auto. Fatto quest’anno. Indubbiamente offre tutti i vantaggi del post gara ma il Sabato vi fate una bella pugnetta che però poi vi ripaga una volta arrivati. Consigliato

     

    Detto ciò io Mattia partiamo Sabato per l’opzione 3 a cui si aggiungerà nel tardo pomeriggio Lucchi arrivato in Treno. Considerando che so in questo periodo non andare un cazzo e soffrire molto velocemente di stomaco, penso dovranno aspettarmi e penso faranno dei buoni tempi. Il sabato ci sorbiamo tutta la pippa descritta andando su per l’una in modo da mangiare e riprendersi un attimo per poi tornare giù con l’unico pullman delle 15.05. Altri seguono il nostro esempio. La sera, a parte una terribile visione di una tipa bagattata dal trucco il silicone i tatuaggi e vestita come un puttanone a carnevale, raggiunti da Lucchi ammiriamo il centro piccolo ma molto attivo di Pistoia. Ci sono ristoranti e locali coi tavolini fuori pieni di gente a mangiare e anche di conseguenza di gnocca e tutto Luglio la piazza è adibita a concerti anche di grande spessore che fan si che i B&B della zona sono tutti pieni. Noi con una città come Forlì facciamo i concerti dei cinesi e marocchini e a parte i Mercoledì non ci sarà un locale e un giro di gente simile. Città di M….. Scusate! Ci facciamo il nostro bel pizzone poi ci corichiamo anche se la stanza in cui siamo è un autentico forno e l’aria condizionata non va porca zozza. Non ho dormito un cazzo, oltre al caldo ci si son messi alcuni tuoni di notte senza concludere nulla. La mattina ero bello fresato e quando vestendomi ho scoperto il calzino da gara bucato ho capito che sinistri presagi mi attendevano. Nel B&B – Locanda dei Fiori – la colazione era molto ben fornita e verso le 7. Andiamo alla partenza ma noto già che stranamente (o no?) sono teso molto saltello qua e là e in un certo senso temo che potrei finirla male. Però avendola già fatta dovrei sapere cosa mi attende o ciò costituisce un problema? SI dice e si chiacchiera tra podisti sul “è più duro il Passatore o questa” dilemma non di facile soluzione e se vale il detto “chi fa la cento poi vuole rifarla, chi fa questa invece se ne sta alla larga data la sua durezza”. La 50 di romagna per capirci sta a questa come Borgo Sisa sta a una 30km… E così a volte l’ignoranza e l’incoscienza della prima volta fanno la differenza. Comunque dopo il rituale della partenza che non sto a dirvi si parte e sento che la tensione si scioglie ma sudo e fatico molto i primi metri pur andando piano e dopo 3km sono costretto, nonostante una fruttosa e multipla presenza in bagno pre gara, a un pit stop di emergenza ancora col fiatone da rompere. Brutto segno. Fatti i 5km di rodaggio partono i 9km più difficili che portano ai oltre 700mt slm delle Piastre. Una salita lunga e stressante ma nonostante la mia lunga milizia nelle maratone le nubi oscurano la mia mente. L’alimentazione del motore va e viene (forse un fatto mentale) anche dipendente dall’ombra o  il sole ma all’improvviso l’unico organo che veramente ci fa correre, (i maroni?) la testa smette di funzionare e come un pivellino buttato nel mare affondo. I pensieri del ritiro e di non farcela mi assalgono. La mente prende sopravvento e stento a liberarmi da questa aurea negativa. Penso che la mia presenza qui come espiazione delle colpe per non aver fatto la 100 si manifesti in uno spettro che mi dice: “ah si, pensavi di venire qua e farla facile è? Oggi saranno cazzi acidi tuoi” Cerco come al solito di concentrarmi solo sul primo traguardo, km 14 al gpm per poi pensare che da lì è più facile e lottando riesco nell’obbiettivo dicendomi a me stesso più volte “dai cazzo stai facendo? Non fare il coglione.” Passato il buio arrivo alle Piastre e con ritmi buoni faccio sfilare via la gara con tutte le sue insidie altimetriche proiettando il mio pensiero alla Lima, km33 in cui inizia la lotta col diavolo. E tutto fila via bene, in apparenza. Dal km 33 al 38 il punto più brutto esposto al sole e in mezzo a un traffico deprimente con la strada che sale a tratti per poi a casotti di Cutigliano km 38 portarti nell’inferno dei 12km finali che da 650mt di portan ai 1400 dell’Abetone. Anche se la fatica si sentiva e il caldo pure stavo benino quando sento uno sconquasso proviene dal mio interno e nonostante il tentativo di ignorarlo mi vedo costretto a un pit stop… e come diceva Luciano, ne ho fatta un secchio ahime. Da lì mi son sentito vuoto e ho iniziato a camminare sperando di recuperare ma inevitabilmente, abbassando così il ritmo e mantenendo comunque uno sforzo vista la salita lo stomaco va progressivamente a farsi benedire con possibile svolta verso le puttane. Sono 3h45 di corsa circa e se cammino fino alla fine sto sotto le 6ore… ma al 44° comincio a scantonare e sento gli angeli chiamarmi sotto le mentite spoglie del Diavolo che oggi vuole possedermi. No, maledetto, non ti do ne l’anima ne il culo! Dietro al cartello del 45km mi vedo costretto a fermarmi, mi siedo e tento con 2dita lo stimolo del vomito. Per lo meno la quota e gli abeti rendono il clima fresco qua e dopo due tre conati a vuoto di vomito sento uno stato migliore che mi consente di riprendere dopo un paio di minuti anche più spedito e dopo 1km al ristoro trovo pure la birra che mi apre lo stomaco. Bene , l’Abetone ormai e mio dico anche nel tentativo di bere un po’ di acqua rischio l’autogol al 90°! Alla fine 5h49, un tempo del cazzo confrontato non con 4h25 di Mattia ma con 4h53 di Alessandro (bravissimi entrambi) ma con un certo valore per aver lottato e tenuto botta. Siparietto finale che ci ha reso la giornata produttiva fosse solo per questo, ma mitica Betti Luisa, podista pistoiese che tutti conoscete per il suo poco appariscente look caratterizzato da trucco dipinto e un po’ di esibizionismo che nei primi tempi si manifestava con culotte davvero da bollino rosso (oddio, era un bel vedere!). Di fianco a noi, appena arrivata sembrava prima di tutto essere appena uscita dall’estetista… cazzo, non era sudata, scomposta niente, uno spugnaggio, un po’ d’acqua addosso… io mi son tirato di tutto ed ero lercio! Prima uno gli diceva di una conoscente comune che la elogiava per quanto era carina (e dopo ha aggiunto lei maliziosamente e buona…) e lei ha ribattuto Ah sì una donna grazie che carina, in genere sono invidiose… ah ah ma no!! Che ridere, Mattia era piegato verso me per non manifestare e poi dopo un po’ vedo che si sitema i capelli per… farsi un selfie con la medaglia! Urka… come podista nulla da dire, a parte un po’ di manfrina ogni volta tipica dei podisti, con un palmares tipo Gemma (che è arrivato con lei) ma per il resto “ti piace farti notare è…”

     

    Infine vorrei aggiornare il mio futuro libro che forse un giorno scriverò sui podisti che potrebbe intitolarsi “i podisti pinocchio… storie di frasi fatte e bugie dei podisti da ammazzarsi dal ridere”. Aho, li alla partenza e in generale, alla domanda allora quanto vuoi fare CHE UNO SI FOSSE SBILANCIATO, no tutti MA NO IO OGGI VOGLIO SOLO FINIRLA NON MI INTERESSA IL TEMPO… e uno di questi che poi dice: ma al Passatore è andata benino, 8h50…. Ma fatevi inchiappettare tutti falsi!!

     

    #12745
    Gabriele
    Partecipante

    Mi corre l’obbligo di precisare che per il sommo barbiere la ‘Pistoia- Abetone’ è una gara in discesa…

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